filiera della gelsibachicoltura

Miriam ci racconta come è nata la Cooperativa Agricola Nido di Seta.

Come avrete visto tutti, cari lettori, abbiamo un nuovo partner nel nostro portale: la Cooperativa Agricola Nido di Seta, pronto a soddisfare i palati e le richieste di tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo agricolo e, perchè no, deliziarci con qualche buona confettura :).. Sì esatto, perchè loro producono anche confetture ma leggiamo l’intervista per capire chi sono, cosa fanno e quale obiettivo vogliono raggiungere.

Abbiamo intervistato Miriam, una delle fondatrici di Nido Di Seta.

  • Ciao Miriam, grazie per la celerità e disponibilità con cui hai rispsoto alla nostra e-mail! Parlaci di Nido di Seta.

Buongiorno! La nostra attività si basa sulla filiera della gelsibachicoltura. Seguiamo tutto il processo che parte dalla terra fino ad arrivare alla produzione del prezioso filato, la seta. Operiamo all’interno di un contesto naturalistico molto interessante, dove disponiamo di un gelseto di circa 3.000 piante, che rappresenta l’anima del nostro lavoro in quanto le foglie di gelso, come ben saprà, sono l’unica fonte di nutrimento per il baco da seta. Il nostro processo di lavorazione del filato ancora è allo stato artigianale in quanto produciamo tessuti su antichi telai a 4 licci. Il filato viene poi tinto con prodotti naturali (papavero, robbia, morus nigra, ginestra, uva cirò, margherite di campo, cipolla di tropea, ecc.).

Oltre all’utilizzo della seta per la tessitura convenzionale abbiamo lanciato una nuova linea di gioielli, ancora in via sperimentale, ma che ha avuto un feedback positivo, realizzata per l’appunto con il nostro filo d’oro e la ceramica di squiilace (vedi link Youtube). La creazione di questi monili incarna la nostra filosofia di lavoro, ovvero l’esaltazione di tutte le eccellenze nascoste della nostra regione, quelli che a noi piace definire “pezzi di terra”, “pezzi di Calabria“.

All’interno della nostra filiera trova naturalmente posto la mora di gelso (varietà Kokusò), la quale viene utilizzata come vendita prodotto fresco o trasformazione in deliziose confetture (da domani usciremo con l’etichetta).

  • Wow complimenti! La vostra attività ha anche altri “rami” interessanti o vi focalizzate solo su un’unica attività?

Un altro ramo molto importante della nostra attività è il servizio turistico, in quanto organizziamo dei veri e propri tour che partono dal museo della seta, sito in un castello del 1400 in San Floro, per poi passare alla visita della nostra azienda, che come sottolineato sopra, si trova in un’area di elevato interesse sotto il profilo paesaggistico e naturalistico. All’interno di questo “viaggio nella seta” i visitatori vivranno tutto il processo serico,partendo dal gelseto, passando dall’allevamento del baco da seta fino ad arrivare alla trattura della seta, il processo attraverso il quale dal bozzolo si estrae il filo di seta. Il cerchio della visita guidata si chiude con la degustazione di deliziosi, realizzati con prodotti di nostra produzione (in quanto nasciamo come cooperativa agricola), insomma dalla terra al piatto.

  • Cosa si può trovare da voi? I nostri lettori sono curiosi 🙂

Turismo eco, turismo eco e turismo eco! 🙂

Organizziamo escursioni per rendere il visitatore partecipe e protagonista di tutto il processo serico dal gelseto all’allevamento, dalla trattura della seta alla tessitura. Abbiamo anche un punto ristoro dove possiamo offrire un pranzo dalla terra al piatto.

Poi si trovano veri e propri gioielli in seta e ceramica e confetture extra e liquori di more di gelso.

  • Che fame 🙂 Un’ultima domanda: come è nata questa idea? Il sud come sai viene sempre trascurato, ma voi ci siete ritornati: perchè?

Beh sì! In breve questa è la nostra storia! La storia di tre ragazzi/e che hanno deciso di ritornare in Calabria, con l’obiettivo di lanciare dal basso, con le proprie forze, nuovi modelli di sviluppo locale che contemplino tutte quelle che sono le ricchezze del nostro territorio, quelle nascoste o che non si vogliono vedere.

Una filosofia di lavoro che si esplica anche attraverso un diverso modo di vivere l’esistenza, ritornando alla terra, alle radici, alle piccole cose, quelle sane. Non è nostro intento fare retorica o sterile campanilismo, ciò che affermiamo e che facciamo, viene praticato con senso di appartenenza, ma allo stesso tempo professionalità e voglia di crescere.

Se volete avere maggiori informazioni sulla Cooperativa Nido di Seta ecco i loro contatti:

Località Chiusi-Murruni 88021, San Floro (Cz)
Cell: 347/2472207 – 320/8968663
sito web provvisoriohttp://infonidodiseta.wix.com/nidodiseta
facebookhttps://it-it.facebook.com/nidodiseta
e-mailinfo.nidodiseta@gmail.com

Che dire, un esempio davvero da seguire e noi di Agricoltura Sociale non possiamo che augurare al trio Nido di Seta un grosso in bocca al lupo! E presto verremo in Calabria a deliziarci con i vostri prodotti 🙂

orti sociali

Orti sociali e colletivi: approvata la legge “Orti in Lombardia”

Finalmente una buona notizia per tutti gli amanti degli orti: la Lombardia ha approvato a pieni voti la legge sul finanziamento degli orti didattici, sociale e collettivi. In pratica questa nuova legge permette ai comuni, alle scuole e agli enti gestore di aree, di poter presentare i loro progetti legati alla creazione di un orto ed avere un finanziamento.

Le parole principali che rappresentano questo sviluppo sono le seguenti: “Biodiversità, sensibilità culturale e sostenibilità ambientale”; un passo veramente importante per l’agricoltura. Identifichiamo le 4 tipologie di orto:

  • Didattico: orti presenti nelle scuole per fini educativi;
  • Sociale: orti presenti in aree periferiche dove sono presenti già terreni agricoli;
  • Urbano: si concentrerà nelle zone degradate per migliorare la parte estetica;
  • Collettivo: orti gestiti da associazioni per chiunque vorrebbe iniziare una nuova esperienza e con poche possibilità econimiche.

Come accedere ai contributi regionali

I contributi a disposizioni sono regionali e per poter accedere è necessario che gli interessati inviano i loro progetti alla Direzione Generale dell’Agricoltura, via web andando direttamente sul sito della Regione entro e non oltre il 30 Novembre di ogni anno.

Il 2016, l’anno di inizio del progetto, ha già stanziato circa 150 mila euro che riusciranno a coprire circa il 50% delle spese che vengono sostenute, così suddivise: importo massimo di 300 per gli orti sociali, urbani e periurbani e 600 euro per ogni orto didattico e collettivo.

Lo scopo principale di questa legge è quello di valorizzare, condividere e diffondere la conoscenza sugli orti condivisi, l’agricoltura e il campo alimentare così da favorire le famiglie a salvaguardare il degrado del verde urbano coltivando così una propria area dove far fruttare prodotti alimentari.

Questo progetto “Orti in Lombardia” permette di sperimentare frutta e verdura nutriente, così da poter riequilibrare un’alimentazione nutritiva e controllata tra le famiglie ed i bambini.

I comuni avranno la possibilità di mappare aree a loro sconosciute, non utilizzate e quindi poter riqualificare il terreno e poter valorizzare anche prodotti tipici del territorio; per le famiglie è una nuova esperienza che sensibilizza il concetto dell’alimentazione e per di più avvicina i bambini a prodotti genuini. Basta pensare che secondo i dati della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) solo nell’ultimo anno la percentuale di italiani che coltivano frutta e verdura nel proprio orto, è aumentata del 9%.

Progetti italiani sugli orti.

In Italia abbiamo già progetti che sono partiti con questo scopo come ad esempio il progetto nazionale Orti Urbani di Italia Nostra con 500 mila metri quadri di orti urbani; a Milano il Parco Nord mette a disposizione più di 300 orti; il Centro Agroalimentare di Bologna ha guadagno circa 108 orti da un terreno abbandonato.

Quali sono le prospettive fra circa 10 anni?
Sicuramente un notevole risparmio per le famiglie che, introducendo un orto nel proprio giardino di circa 20 mq, potrebbe produrre circa 150 kg di ortaggi l’anno, il risparmio economico è decisamente ridotto; inoltre è plausibile pensare che tra 10 anni potrebbero esserci circa 10.00 orti con questi finanziamenti e maggiori studenti che si appresteranno ad analizzare e studiare l’ambito agricolo-sociale.

Siamo sempre più convinti che questo tipo di collaborazione tra persone e istituzioni possa rendere queste attività, come l’agricoltura sociale e gli orti condivisi, sempre più interessanti e proficue.

agricoltura sociale calabria

La Calabria investe sull’agricoltura sociale

Una svolta davvero significativa in Calabria per quanto riguarda il settore dell’agricoltura sociale, che si sta sempre più sviluppando in tutta Italia e già attive in diverse regioni: terreni che fino ad oggi risultano inutilizzati, verranno messi a disposizione per dare la possibilità di creare aziende agricole, orti condivisi, agriasili e persone con serie difficoltà come handicap o ex detenuti, potranno occupare il loto tempo in questo spazio.

Questo progetto è sempre stato sostenuto dalla Federazione Agricoltori piccole imprese della Calabria ed ora sono riusciti ad ottenere questa opportunità; con l’aiuto del consigliere regionale Mauro D’Acri daranno vita alla realizzazione di una vera e propria agricoltura sociale in Calabria. Il coordinatore regionale della Fapi spiega che fino a 5 anni fa erano presenti circa 500 aziende agricole sul territorio italiano, in Calabria quasi nulla; questo è un danno per la Calabria che, avendo terreni, spazi e manodopera, potrebbe offrire esperienze e opportunità nell’ambito dell’agricoltura sociale.

Questa possibilità offre alla Calabria un nuovo modello di sviluppo ed un approccio all’agricoltura sociale più responsabile, offrendo anche la possibilità di produrre beni agro-alimentari, svolgere attività di inserimento lavorativo e recupero terapeutico, per tutti i soggetti che sono deboli socialmente e chi ne ha realmente bisogno.

Nel territorio della Sibaritide, lagricoltura è forte: basti pensare ai numerosi terreni che sono abbandonati e che possono essere utilizzati per crearci orti condivisi, agriasili, aziende agricole ecc..e non solo: offrire dei piccoli posti di lavoro a persone disagiate.

L’impegno regionale è stato preso e si prevedono presto dei lavori per portare a termine questo progetto, che sta molto a cuore alla Calabria.

L’agricoltura sociale ormai sta prendendo piede in ogni parte dell’Italia, in alcune regioni abbiamo già progetti sviluppati da anni ma questo può solamente incoraggiare le regioni che stanno iniziando da poco ad avvicinarsi al settore; gli orti condivisi sono e saranno in queste regioni momenti di condivisione, conoscenza e soddisfazione personale per tutti coloro che decideranno di partecipare.