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Orto condiviso

condividere un orto con i vicini

Un orto condiviso? Ora è possibile!

orto condivisoTra le tante attività sociali presenti sul territorio Italiano è nata anche una molto bizzarra ma alquanto in espansione: l’orto condiviso. Esatto, l’idea di condividere dei pezzi di terreno inutilizzati può essere una corretta scelta per collaborare assieme e creare una sorta di “comunicazione”  tra diverse età come bambini, adulti ed anche persone anziane.

Di solito gli orti condivisi corrispondono a pezzi di terra inutilizzati, a volte anche di nessun proprietario, sia pubblici che privati di cui poi si decide tramite un gruppo di persone volenterose di prenderlo in gestione per formare una sorta di “società” dove seminare, lavorare la terra e produrre prodotti sani, biologici da cucinare e gustare con un piatto ben condito.

E’ necessario utilizzare sementi biologici certificati che abbiano cura dell’orto e che produca lo stesso valore di un orto privato, insomma che sia di proprietà di qualcuno e che ne abbia cura in maniera diligente; utilizzando sementi e concime di marche note si garantisce un risultato ottimale. Per poter avere un orto condiviso è necessario avere un minimo di formazione sulla cura del verde, su come piantare i semi, come annaffiare, come raccogliere e tutte le attività che lo circondano; ed è proprio per questo che ci sono alcune associazioni che svolgono questo tipo di attività finalizzata all’insegnamento della cura dell’orto condiviso, delle attività sociali svolte all’interno di questo percorso e i trucchi per produrre un orto sempre fiorito e di qualità.

I diversi orti condivisi

orti didatticiL’orto condiviso ha diverse aree che sono gestite da persone e istituzioni differenti:

  • Orto comunale: questi orti sono condivisi ma di proprietà del comune che ha libera scelta anche di pubblicare dei bandi per raccogliere più adesioni da parte di persone. Il gruppo paga una sorta “di affitto” al comune per l’utilizzo della terra oppure la completa manutenzione del terreno così da ammortizzare le spese previste. Orti condivisi è possibile trovarli a Milano, Torino, Ferrara, Firenze e Napoli;
  • Orti didattici: sono numerose le scuole che propongono la riqualificazione di un orto abbandonato, proponendo anche corsi su “come coltivare la terra” ai genitori e anche ai bambini così da sensibilizzare questo aspetto particolare;
  • Orti per anziani: molto spesso anziani in buona salute, amanti della natura e che hanno tempo a disposizione propongono come hobby l’orto condiviso. In questo caso sono le associazioni del posto o enti che si prendono cura degli anziani ad accompagnarli in questo percorso per loro faticoso ma che di certo produrrà dei buoni frutti;
  • Orti di quartiere: secondo Coldiretti sono circa il 37% le persone di quartiere che si interessano a coltivare un orto condiviso; quindi questi orti nascono proprio in un quartiere, unendo gli inquilini di diversi stabili a coltivare assieme i prodotti. Di solito i proprietari di questo orto sono comuni, parrocchie o aziende della zona che ne chiede la proprietà per condividerne l’utilizzo;
  • Orti aziendali:  in America si sta diffondendo molto l’idea da parte delle aziende di mettere a disposizione dei propri dipendenti un orto condiviso; alla fine diventa un benefit per i perché viene considerato  come svago dalle ore di lavoro e aziende come Google e Yahoo lo fanno già da diverso tempo.

L’associazione Orti d’Azienda è un progetto nato in Italia per diffondere questa iniziativa dalla progettazione all’inclusione di aziende per lo sviluppo di questa novità,inoltre in Italia troviamo anche l’associazione Orti Condivisi di Modena nata nella primavera del 2013, offre a tutti coloro che hanno voglia di entrare in contatto con la natura, questo servizio nella zona dell’Emilia Romagna.

 

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