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Vendemmia

vendemmia in fattoria sociale La vendemmia, attività per la riabilitazione sociale

La vendemmia, può essere considerata un’attività per la riabilitazione sociale, utile alla creazione di un legame tra terra e comunità. Vendemmiare secondo questo principio, vuol dire avere un approccio responsabile verso la coltura in modo da poter ottenere un vino di ottima qualità senza aggredire l’ambiente circostante e nello stesso tempo far sì che la vendemmia diventi un momento di recupero sociale per  persone che versano in condizione di disagio.

Quali sono le buone pratiche da seguire  per produrre un vino bio?

quando vendemmiareInnanzitutto, è necessario che il vigneto che segua la coltivazione con i    metodi contadini tradizionali: raccolta dell’uva e legatura dei viticci a  mano,  assenza di pesticidi e di prodotti sistemici (ovvero che penetrano  nelle piante), attività di diserbo praticata con utensili agricoli ,senza    macchinari. Anche il tempo della semina e raccolta è scandito da principi  bio, visto che queste attività vanno praticate seguendo le diverse fasi lunari  e il vino ottenuto dovrà essere venduto in bottiglie di vetro riciclato, con  tappi di sughero non trattati chimicamente. Le buone pratiche sono state  raccolte all’interno del “Codice di buone pratiche per viticultura e l’enologia biologica” risultato del gruppo di lavoro del Progetto Europeo ORWINE che ha cercato di unire in un unico manuale tutti le regole da seguire per una reale produzione biologica. Tra i vari suggerimenti troviamo: l’assenza di additivi che modificano il gusto naturale dell’uva, proibire le sostanze dannose per l’uomo che a volte vengono impiegate nel processo di vinificazione, in particolar modo l’anidride solforosa.

I benefici della vendemmia per la riabilitazione sociale

Accanto al ruolo di recupero delle tradizioni legate alla vendemmia contadina e alla salvaguardia dei vigneti perduti, la vendemmia è un’attività di grande aiuto per il recupero sociale. Così come per la cura degli animali e dell’orto può favorire:

  • l’autonomia nel lavoro
  • l’aumento dell’autostima
  • la capacità di  compiti secondo regole prestabilite
  • la creazione di rapporti di amicizia e la condivisione di sentimenti positivi con gli altri
  • potenziamento dell’attenzione, memoria, pianificazione
  • responsabilizzazione e rispetto per il compiti svolti

Il lavoro in campo agricolo ha quindi grande valore terapeutico: aiuta a sviluppare le capacità individuali  a relazionarsi meglio con le altre persone e a ristabilire la fiducia nei rapporti sociali. I temi dell’accoglienza e della riabilitazione sociale a contatto con l’ambiente sono i principi cardine di Agricoltura Capodarco, una cooperativa agricola alle porte di Roma, creata più di trentanni fa. Capodarco offre una serie di attività terapeutiche – tra le quali vi è anche la vendemmia- educative e formative per una grande varietà di soggetti a rischio di esclusione sociale. Molto sentita tra i fondatori e i collaboratori anche la volontà di promozione sociale che intende promuovere una collaborazione diretta con la realtà del territorio locale. Capodarco è anche tra i fondatori del Forum Nazionale per l’Agricoltura sociale che ha lo scopo di mettere in contatto e far dialogare gli operatori del settore.

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