Intervista a Dario Marino, vice presidente di Terra di Resilienza

Oggi il team di Agricoltura sociale incontra Dario Marino, vice presidente di Terra di Resilienza  una cooperativa sociale di Morigerati in provincia di Salerno che si occupa di ecoturismo e agricoltura sociale.

Ciao Dario, ti ringraziamo per averci concesso questa intervista. Partiamo subito da cosa vi ha spinti a creare questo progetto, Terra di Resilienza.

Abbiamo deciso di investire nella nostra terra, il Cilento, un territorio rurale e ai margini dello sviluppo economico. Crediamo in una crescita endogena del Mezzogiorno dei paesi, capace di una rivoluzione culturale e delle colture. Vogliamo riscoprire il senso dei luoghi. Transizione e innovazione sociale sono pratiche che nascono dalla terra e dalla solidarietà. Alcune visioni del mondo bisogna prima praticarle e poi predicarle. Lavorare nel segno della resilienza.

Come vi siete ispirati a questo nome?

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Applicato a un’intera comunità, anziché a un singolo individuo, il concetto di resilienza si riferisce a quei fattori identitari, valoriali e di coesione sociale che proprio in virtù di un trauma o di una crisi, generano la forza e le risorse per una nuova fase di progresso. “Terra di resilienza” è, quindi, per noi la metafora del territorio rurale nel quale viviamo, il Cilento, che grazie ad un presunto ritardo economico e culturale rispetto ai dogmi della modernità, ci appare come un luogo favorevole alla sperimentazione di un modello locale che si alimenta di tradizione contadina ed innovazione sociale. Tutto questo ha a che fare con una personale visione del meridionalismo. Oggi essere meridionalista non significa struggersi neomelodicamente per i “tiempe belle ‘e na vota”, ma costruire comunità resilienti (virtuali e reali), “compiere l’avventura di restare o ritornare”, fare impresa perseguendo fini di utilità sociale e non mossi da motivazioni riconducibili al solo profitto, abbandonare il pensiero unico della concorrenza a favore di un’economia collaborativa, sviluppare altri modi di possedere diversi dalla proprietà privata, credere nell’istituto relazionale comunitario.

Quali attività svolgete?

Ci occupiamo di agricoltura sociale, con particolare riferimento all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo di persone con problemi di dipendenza, sviluppando la multifunzionalità del lavoro nei campi. Produciamo olio extra-vergine d’oliva, farina di grani antichi e siamo impegnati nel recupero delle sementi antiche. Raccogliamo le nostre olive mediante abbacchiatura meccanica e le moliamo in un frantoio d’eccellenza, il Marsicani entro le 24 ore con lavorazione a freddo. L’olio ottenuto viene conservato in serbatoi di acciaio inossidabile, in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di luce e di calore e lasciato decantare in modo naturale per mantenerne inalterate le sue qualità e proprietà organolettiche. Il risultato è un olio di ottima qualità, con un bassissimo livello di acidità e completamente naturale grazie all’impiego di sistemi di produzione che rispettano le fasi basilari della crescita e della maturazione delle olive, così da garantire un trattamento assolutamente naturale dell’olio prodotto. Le varietà antiche di grano prodotte quest’anno, grazie al lavoro di ricerca della Comunità del cibo slow food “Grano di Caselle” sono: Saragolla, Ianculidda e Russulidda. Svolgiamo servizi in affidamento di manutenzione e cura del verde pubblico. Siamo impegnati nella consulenza e nella pratica di attività di turismo esperenziale.

 Sul vostro sito c’è una sezione dedicata alla Cumparete, di cosa si tratta?

La cumparete è una struttura territoriale informale di relazioni socio-culturali incentrata su rapporti di condivisione e collaborazione interpersonale. I soggetti aderenti alla cumparete si connettono tra di loro nell’ottica della reciprocità perseguendo obiettivi comuni nell’ambito di una totalità di esperienze. Non è il progetto o l’iniziativa a dare vita alla cumparete, come non è un protocollo d’intesa tra imprese ad alimentare il bisogno di creare sistema . La cumparete parte dai bisogni di coloro che intendono trasformare la propria etica individuale in ethos comunitario, dalla necessità di definirsi in una collettiva visione del mondo, quel “generale” che possa accogliere le specificità di chi oggi pratica una “ruralità possibile”. Nasce in Cilento come atto politico di coloro che hanno posto l’orizzonte delle loro azioni nell’esperienza delle pratiche tra tradizione contadina ed innovazione sociale. Nasce dalla periferia quale ambizione esistenziale , presunzione di essere soggetti storici, vocazione verso un’idea indigena di progresso.

Cosa auspicate per la vostra attività, soprattutto in ambito legislativo?

Auspichiamo che venga smantellata l’enorme burocrazia che in Italia ruota intorno al lavoro, ai fondi pubblici e alle attività agricole riproducendo posizioni di privilegio e permettendo la sopravvivenza di un esercito di professionisti parassitari. Auspichiamo ancora minore pressione fiscale e ulteriori diminuzioni del costo del lavoro per le imprese che svolgono fini di utilità sociale. Sollecitiamo un allargamento ad altre fasce sociali della nozione di soggetti svantaggiati ai sensi della Legge 381/91.

Si parla sempre più spesso di ecoturismo, quali sono i progetti in cui siete impegnati?

L’agricoltura diventa uno strumento per differenziare l’offerta turistica, per promuovere iniziative di turismo esperienziale legate alla scoperta del saper fare della cultura contadina. La cooperativa sociale “Terra di Resilienza” ha già praticato forme di turismo agricolo ed esperienziale nell’offerta di PAESE AMBIENTE , un progetto di ospitalità diffusa nel piccolo Comune di Morigerati (SA), attualmente gestito dalla cooperativa. L’innovazione dell’offerta consiste nel non proporre esclusivamente un luogo piacevole dove soggiornare, ma anche l’esperienza della pratica agricola, della semina, della mietitura e della panificazione. Si partecipa ad attività e percorsi tematici sulla produzione e la vita nei campi dalla mietitura al pane. Unpretesto per poter accedere alla conoscenza di coltura e cultura, saperi e sapori di un territorio rurale, attraverso una relazione non meramente etimologica tra queste parole. L’agricoltura permette, in tal modo, di praticare il valore della reciprocità dell’esperienza turistica rendendo lo stesso viaggiatore, immerso in una dimensione autentica, parte attiva dei sentieri ideali e reali del territorio, contribuendo alla creazione di dinamiche nuove nelle economie turistiche locali e al miglioramento della sua reputazione. Queste sono alcune delle nostre iniziative:

UN, DUE, TRE…MORIGERATI 

-OLIO FAI DA TE

CIUCCIOPOLITANA 

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Il nostro obiettivo è consolidare le attività economiche e sociali già avviate, rendere produttivo il lavoro agricolo. Nel breve periodo riattiveremo un progetto di inserimento lavorativo per persone con problemi di dipendenza.

Facciamo un grande in bocca al lupo a Dario e ai ragazzi di Terra di Resilienza per il proseguimento delle loro attività.

Per chi volesse avere ulteriori informazioni sui loro progetti, può reperirle dal sito Terra di Resilienza , dalla pagina Facebook o direttamente presso la loro sede:

Terra di Resilienza  COOPERATIVA SOC. A R. L. Sede in PIAZZA SAN LAVERIO – 84030 – MORIGERATI (SA)

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