L’orto sinergico guida all’utilizzo

In questi ultimi anni si va diffondendo un metodo, diciamo ecologico, di coltivare la terra; l’agricoltura sinergica utilizza i residui organici delle piante per ridare alla terra i nutrimenti che sono serviti per far crescere le piante stesse.

Per arrivare a questo metodo di coltivazione, l’agronoma e naturalista spagnola Emilia Hazelip si è basata sulle teorie del botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka, adattandole alla cultura ed alle condizioni climatiche europee. Tale metodo è attuabile solo su piccola scala, perfetto quindi per un orto casalingo.

Ma vediamo su quali principi si basa un orto sinergico.

come fare un orto sinergicoInnanzitutto non è necessario lavorare la terra, perchè il suolo contiene degli organismi che interagiscono con le radici delle piante; se ariamo, o zappiamo, il terreno blocchiamo l’interazione che avviene tra i residui organici e l’attività chimica svolta da funghi e batteri; si genera così uno sbilanciamento nutritivo a cui l’agricoltura tradizionale rimedia attraverso l’utilizzo di fertilizzanti e di concimi prodotti dall’uomo, molto spesso a base chimica.
Altra regola importante è non calpestare il terreno coltivato; il suolo non deve essere compattato perchè i microecosistemi che si trovano nel sottosuolo devono essere areati per poter crescere; per questo si creano dei passaggi per camminare in mezzo all’orto ad un livello più basso di qualche decina di centimetri rispetto alle varie aiuole coltivate.
Non è necessario concimare, poiché il terreno viene fertilizzato attraverso una copertura organica permanente, chiamata pacciamatura.

Cosa bisogna piantare in un orto sinergico

Bisogna piantare in ogni aiuola almeno tre tipi diversi di piante; una appartenente alla famiglia delle liliacee, come la cipolla o l’aglio, che sono antibatterici e tengono lontani gli insetti dannosi; una che fa parte della famiglia delle leguminose, che fissano nel suolo l’azoto, che è il nutrimento principale delle piante, presente nell’aria; infine un ortaggio da radice, che serve ad arieggiare il terreno ed arricchisce il suolo creando biomasse.

A queste è necessario aggiungere fiori ed erbe aromatiche; i primi sono considerati protettivi perchè rilasciano nel terreno determinate sostanze, inoltre con il loro profumo attirano gli insetti benefici; le altre perchè unite a determinati ortaggi, ne incrementano lo sviluppo ed il sapore.

Cosa fare per iniziare un orto sinergico

realizzare un orto sinergicoLa realizzazione di un orto sinergico inizia con la preparazione di aiuole rialzate che vengono chiamate bancali, larghe circa un metro, alte intorno ai 30 centimetri e lunghe come il terreno; i bancali vengono ricoperti da una pacciamatura organica formata da paglia o foglie, che protegge il terreno dal caldo e dal freddo, evita l’evaporazione dell’acqua e quando si decompone contribuisce ad aumentare i nutrimenti presenti nel suolo.

E’ utile, ma non indispensabile, installare un impianto di irrigazione tra il terreno e lo strato di pacciamatura, per rendere più facile innaffiare a fondo.

Si passa poi alla semina, scegliendo le varie piante in base a quanto abbiamo visto prima, tendo in considerazione alcuni semplici consigli: evitiamo di associare piante aventi la stessa altezza, o sviluppo radicale diverso, in modo che non si ostacolino tra loro; le diverse varietà devono avere un periodo di raccolta diverso affinché crescano senza prevalere una sull’altra; per ultimo, ma fondamentale, quando a fine stagione dobbiamo togliere le piante, tagliamole alla base, senza estrarre le radici, che vanno lasciate a decomporsi per arricchire il terreno.

 

Quali sono i vantaggi e svantaggi

come fare un orto sinergicoUn orto sinergico ha diversi vantaggi, ma anche alcuni svantaggi; i prodotti coltivati con il metodo sinergico sono molto più saporiti e gustosi rispetto a quelli che vengono acquistati, ma soprattutto, non utilizzando fertilizzanti chimici, mangiando i prodotti di un orto sinergico evitiamo di immettere nel nostro organismo dei componenti non proprio salutari.

Abbiamo però anche qualche piccolo svantaggio; a parte la difficoltà di coltivare su larga scala, è molto facile trovare piccoli animaletti, come la lumaca ed il grillo talpa, che si nutrono di una minuscola parte del raccolto, non facendo uso di prodotti chimici per proteggere le piante da questi ospiti.

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