Orti sociali e colletivi: approvata la legge “Orti in Lombardia”

Finalmente una buona notizia per tutti gli amanti degli orti: la Lombardia ha approvato a pieni voti la legge sul finanziamento degli orti didattici, sociale e collettivi. In pratica questa nuova legge permette ai comuni, alle scuole e agli enti gestore di aree, di poter presentare i loro progetti legati alla creazione di un orto ed avere un finanziamento.

Le parole principali che rappresentano questo sviluppo sono le seguenti: “Biodiversità, sensibilità culturale e sostenibilità ambientale”; un passo veramente importante per l’agricoltura. Identifichiamo le 4 tipologie di orto:

  • Didattico: orti presenti nelle scuole per fini educativi;
  • Sociale: orti presenti in aree periferiche dove sono presenti già terreni agricoli;
  • Urbano: si concentrerà nelle zone degradate per migliorare la parte estetica;
  • Collettivo: orti gestiti da associazioni per chiunque vorrebbe iniziare una nuova esperienza e con poche possibilità econimiche.

Come accedere ai contributi regionali

I contributi a disposizioni sono regionali e per poter accedere è necessario che gli interessati inviano i loro progetti alla Direzione Generale dell’Agricoltura, via web andando direttamente sul sito della Regione entro e non oltre il 30 Novembre di ogni anno.

Il 2016, l’anno di inizio del progetto, ha già stanziato circa 150 mila euro che riusciranno a coprire circa il 50% delle spese che vengono sostenute, così suddivise: importo massimo di 300 per gli orti sociali, urbani e periurbani e 600 euro per ogni orto didattico e collettivo.

Lo scopo principale di questa legge è quello di valorizzare, condividere e diffondere la conoscenza sugli orti condivisi, l’agricoltura e il campo alimentare così da favorire le famiglie a salvaguardare il degrado del verde urbano coltivando così una propria area dove far fruttare prodotti alimentari.

Questo progetto “Orti in Lombardia” permette di sperimentare frutta e verdura nutriente, così da poter riequilibrare un’alimentazione nutritiva e controllata tra le famiglie ed i bambini.

I comuni avranno la possibilità di mappare aree a loro sconosciute, non utilizzate e quindi poter riqualificare il terreno e poter valorizzare anche prodotti tipici del territorio; per le famiglie è una nuova esperienza che sensibilizza il concetto dell’alimentazione e per di più avvicina i bambini a prodotti genuini. Basta pensare che secondo i dati della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) solo nell’ultimo anno la percentuale di italiani che coltivano frutta e verdura nel proprio orto, è aumentata del 9%.

Progetti italiani sugli orti.

In Italia abbiamo già progetti che sono partiti con questo scopo come ad esempio il progetto nazionale Orti Urbani di Italia Nostra con 500 mila metri quadri di orti urbani; a Milano il Parco Nord mette a disposizione più di 300 orti; il Centro Agroalimentare di Bologna ha guadagno circa 108 orti da un terreno abbandonato.

Quali sono le prospettive fra circa 10 anni?
Sicuramente un notevole risparmio per le famiglie che, introducendo un orto nel proprio giardino di circa 20 mq, potrebbe produrre circa 150 kg di ortaggi l’anno, il risparmio economico è decisamente ridotto; inoltre è plausibile pensare che tra 10 anni potrebbero esserci circa 10.00 orti con questi finanziamenti e maggiori studenti che si appresteranno ad analizzare e studiare l’ambito agricolo-sociale.

Siamo sempre più convinti che questo tipo di collaborazione tra persone e istituzioni possa rendere queste attività, come l’agricoltura sociale e gli orti condivisi, sempre più interessanti e proficue.

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